All’inizio fu il Porcellum

Porcellum, Italicum e ora il Rosatellum, è proprio vero che al peggio non c’è mai fine!

Sì, perchè i nostri ineffabili politici stanno per portare nella aule della Camera dei Deputati la nuova legge elettorale che, in barba ai rilievi della Corte Costituzionale, associa a sè gran parte dei  difetti dei due illustri sistemi predecessori.

Prima il Porcellum, il cui poco nobile appellativo fu coniato da quello stesso Senatore Calderoli che ne fu l’ideatore, giudicato incostituzionale dalla Corte che nel 2014 ne sancì la “grave alterazione della rappresentanza democratica” perchè non imponeva il raggiungimento di una soglia minima alla lista cui poi veniva riconosciuto un corposo premio di maggioranza.

Approvato quindi da un governo di centro destra, non fu mai modificato neanche da quello di centro sinistra che vinse le lezioni nel 2006 e gli stessi parlamentari ora in carica sono figli di quello scempio.

Poi il mitico Italicum, la legge elettorale ideata dalle teste d’uovo del governo Renzi, quella legge che a detta dello stesso Renzi tutta l’Europa avrebbe copiato da lì a breve, folgorata dalla sua straordinaria efficacia e dalla sua assoluta democraticità!

In realtà sarà ricordata per essere forse l’unica legge elettorale al mondo abrogata senza essere stata utilizzata neanche una volta, smontata pezzo per pezzo dalla Corte Costituzionale dopo la batosta della bocciatura del referendum del 4 dicembre del 2016.

E anche in  questo caso con motivazioni nelle quali la Corte richiama il precedente dispositivo, citando tra le più importanti il meccanismo del ballottaggio, che avrebbe assicurato un corposo premio di maggioranza alla lista che avrebbe preso più voti, quale che fosse la percentuale effettiva, la possibilità delle pluricandidature dei capi lista, ed altre amenità del genere.

Anche questa legge, in sostanza, priva il cittadino elettore della possibilità di scegliere il proprio rappresentante da mandare in Parlamento, delegando la scelta ai segretari di partito che ovviamente infarcirebbero le liste dei loro ascari, per poi pilotarli durante l’attività delle Camere.

Ed ora il Rosatellum, anch’esso con il nome latinizzato secondo questa moda che forse tende a rendere più digeribili e presentabili degli autentici obbrobri…

Cosa hanno pensato di fare coloro i quali sentono la responsabilità di dare al Paese una legge elettorale equa e che consenta una vera rappresentatività?

Tirano fuori un meccanismo che prevede che il 60% degli eletti verrà fuori da listini bloccati, senza che l’elettore possa liberamente esprimere la propria scelta, esattamente quello che la Corta Costituzionale aveva stabilito nelle due sue pronunce.

Il tutto all’interno di un sistema misto maggioritario-proporzionale, con prevalenza del secondo, con una soglia di sbarramentto posta al 3% così da consentire ai partitini (primo tra tutti quello dell funambolico Alfano) di portare in Parlamento qualche rappresentante da far poi pesare al momento di formare il governo.

E questo ulteriore vulnus democratico viene approvato praticamente da tutti i partiti, fatta eccezione per M5S, Articolo 1 MDP e Fratelli d’Italia, insomma quasi all’unanimità.

Appare evidente, stando ai sondaggi che ci dicono che ben difficilmente si potrà avere nel post elezioni un quadro politico tale da garantire una pur labile governabilità, che la legge è strutturata così da rendere inevitabile l’ennesimo governo delle larghe intese, tra il PD e Forza Italia, nonostante prima Renzi e poi Berlusconi, il primo clone del secondo, neghino a gran voce tale eventualità e si professino alternativi l’uno all’altro.

Ma proprio perchè due personaggi di questo calibro, che della bugia hanno fatto un’arte, lo negano, sta a significare che la minestra è pronta…

Ho letto che già si stanno preparando i ricorsi alla Corta Costituzionale per segnalare le storture di questo nuovo frutto del fertile ingegno dei nostri politici, e chissà che non ci tocchi di assistere alla terza bocciatura consecutiva, a significare plasticamente l’inadeguatezza della classe politica italiana incapace di raccogliere le istanza del popolo cui spetta la sovranità, come è sancito dall’art. 1 della Costituzione, uscita salva dall’assalto del 4 dicembre.

Speriamo che il voto segreto cui la legge sarà sottoposta spinga una folta schiera di politici dotati di una coscienza critica e senso delle istituzioni a emendarla nella giusta direzione, altrimenti la distanza quasi incolmabile che oramai separa la politica dagli elettori aumenterà ulteriormente, ma non ho grande fiducia che ciò accada.

L’impressione è che i nostri “rappresentanti del popolo” abbiano a cuore soltanto la poltrona sulla quale sono seduti e dalla quale non hanno alcuna intenzione di schiodarsi, e che delle esigenze degli italiani si preoccupino poco o niente.

Questo è quanto

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