Liason dangereuse

Avevo in animo di scrivere il mio prossimo post domani, a risultati della consultazione elettorale in Sicilia conclamati, ma una notizia diramata stamattina mi ha indotto a farlo già oggi.

Ieri, presso una sede pubblica, quella del Consiglio Regionale della Toscana, il privato cittadino Matteo Renzi (ad oggi non riveste alcuna carica pubblica nè elettiva, se non quella di Segretario del PD) ha incontrato a porte chiuse il Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla banche, il Senatore Pierferdinando Casini, a porte chiuse.

Ora è bene ricordare che nel corso della prossima settimana proseguiranno le audizioni della Commissione per fare chiarezza su quanto è accaduto negli ultimi anni sulla questione delle banche, che evidentemente tanto a cuore stanno a Renzi che probabilmente ha visto cominciare il proprio declino, dopo un periodo durante il quale sembrava avere acquisito agli occhi della pubblica opinione meriti poi improvvisamente evaporati, esattamente quando le faccende del Monte dei Paschi di Siena e quindi di Banca Etruria hanno cominciato a emergere in tutta la loro gravità.

Renzi e le bancheCredo che questo incontro, giustificato dagli interessati come a margine di un evento durante il quale si presentava un libro su Giorgio La Pira, sia stato inopportuno e assolitamente improprio in questo particolare momento: la Commissione d’inchiesta sulle banche, insediata recentemente dopo tentennamenti durati più di un anno e mezzo, deve fare luce su vicende torbide e sulle quali è in atto una guerra per niente simulata tra il sistema politico e la Banca d’Italia, i cui esiti rischiano di nuocere all’immagine e alla credibilità dell’Italia, con riflessi negativi sulla tenuta complessiva del nostro sistema economico.

E i politici, i quali nessuno escluso, di tutte le parti in gioco, destra, sinistra e 5 Stelle, possono chiamarsi fuori nel gioco dello scarico delle responsabilità su quanto è avvenuto, devono tenersi lontani dal mondo delle banche, dopo averlo frequentato e blandito da sempre: ricordiamo tutti Fassino e  il suo “abbiamo una banca?”. pronunciato al telefono a Giovanni Consorte, allora Amministratore Delegato di Unipol.

E lo stesso Renzi, che prima a Porta a Porta suggerisce a tutti gli italiani di acquistare azioni del Monte dei Paschi di Siena definendolo “un ottimo affare”, perchè a suo dire trattavasi di una banca pienamente risanata e solida: mai dichiarazione fu più improvvida, dato che quelle azioni si svalutarono clamorosamente dopo pochi mesi, danneggiando chi aveva seguito il suo consiglio, tanto da costringere il suo stesso governo a intervenire, peraltro con colpevole ritardo per non turbare l’atmosfera intorno al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre.

Per tacere infine del caso Banca Etruria, nel quale è pesantemente coinvolto Pierluigi Boschi, a suo tempo Vice Presidente dell’Istituto e padre del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, della quale stiamo ancora aspettando l’annunciata querela nei confronti di Ferruccio de Bortoli, che in un suo libro riferì di una telefonata tra la stessa Boschi, all’epoca Ministro, e l’AD di Unicredit per sollecitarne l’intervento per l’acquisizione di Banca Etruria. A dire della Boschi, si trattava di una notizia falsa, ma sì è guardata bene da presentare la minacciata querela, e francamente non avevo dubbi in merito.

Tornando all’incontro di ieri tra Renzi e Casini, e partendo dal fatto che a guardare le prime pagine di quasi tutti i quotidiani più diffusi la notizia pare non interessare nessuno (il che la dice lunga sul livello di obiettività e indipendenza degli stessi), personalmente credo che sia l’ennesima dimostrazione della protervia e del delirio di onnipotenza dei  nostri politici, i quali sembrano essere convinti della loro impunità, e della loro altrettanto imperdonabile assenza di qualsiasi pudore e senso delle istituzioni.

Se da un lato si può osservare che un Senatore della Repubblica e il Segretario di un Partito possano incontrarsi tutte le volte che vogliono per discutere di quello che gli pare, è certo che farlo in questo momento, nel pieno dei lavori di una Commissione Parlamentare chiamata a fare luce su oscure vicende che hanno visto peraltro la rovina di migliaia di onesti risparmiatori, gabbati da funzionari e dirigenti bancari fraudolenti, è almeno inopportuno, intempestivo e tale da indurre a pensare che argomento vero dell’incontro possano essere stati i lavori stessi della Commissione.

Difficile pensare che abbiano invece discusso della odierna giornata di campionato di calcio, non abbiamo l’anello al naso…

Speriamo che al momento del voto, la prossima primavera, gli elettori abbiano buona memoria e dimostrino a questi personaggi che la cosa pubblica non appartiene a loro, ma che sono chiamati ad amministrarla “con disciplina e onore” (Costituzione docet)…

E speriamo anche che i giornali più importanti ricordino che il loro dovere è quello di informare i lettori su ciò che accade e che ha rilevanza pubblica, e non di portare acqua al mulino del potente di turno, in attesa di saltare appena possibile sul carro del nuovo vincitore…

 

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