Referendum e fake news

La Stampa, prestigioso quotidiano di Torino, ha lanciato ieri con grande enfasi una  notizia, secondo la quale il risultato a favore del no in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre dello scorso anno, sarebbe stato pesantemente condizionato da un intervento della Russia, attraverso non meglio precisati canali d’informazione, a sostegno delle posizioni assunte da Lega e M5S.

La fonte sarebbe l’allora ex Vice Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che lo avrebbe affermato in un articolo apparso su organi di stampa americani.

Niente male, un’autentica bomba, tanto che la notizia è stata prontamente rilanciata in Italia, sia dalla stampa che dai notiziari televisivi e radiofonici: finalmente è chiaro il perchè della clamorosa sconfitta subita dal fronte del sì, è tutta colpa dei russi, i quali all’epoca non avevano evidentemente nulla di meglio a cui pensare, tanto da interessarsi così invasivamente a una faccenda interna dell’Italia.

Beh, a proposito di fake news, siamo al ridicolo: affidandomi alla mia memoria, non ricordo di alcun pronunciamento di Putin, nè di qualcuno del suo entourage, a favore del no, in quell’epoca segnata da una feroca campagna elettorale.

Ricordo però la convinta adesione di Barack Obama, Presidente USA, in favore del sì, così come ricordo un garrulo Renzi alla corte del sovrano, seguito da uno stuolo di presunti VIP tra i quali spiccava Roberto Benigni (quello che definiva la Costituzione Italiana “la più bella del mondo”, salvo poi sposare la causa della sua pesante modifica…).

Renzi e Obama

“Gli Stati Uniti sostengono con forza le riforme di Matteo Renzi e sperano che questo processo non si interrompa con il referendum costituzionale”, queste la testuali parole di Obama, pronunciate in quella circostanza.

Quindi, per analogia: se la presunta interferenza della Russia ha portato alla vittoria del no, si può affermare che il 40% dei voti a favore del sì porta la firma degli USA.

Per favore, siamo seri: e soprattutto, un pò di rispetto per quei milioni di italiani che in quella occasione così importante hanno avvertito la necessità di recarsi alle urne, per esprimere liberamente la loro opinione, esercitando un loro preciso diritto costituzionale, senza essere subliminalmente condizionati da Russi, Americani e altre lontane etnie!

Renzi, il re delle fake news,  ha detto che lui non ama le teorie sui complotti: bravo, finalmente un’affermazione sensata! Allora richiami all’ordine quei suoi ascari scalmanati (tra i quali spicca il tragico Michele Anzaldi, che ha già dato pessima prova di sè attaccando i giornalisti poco propensi a fare da grancassa alle gesta del suo eroe…), che ieri hanno invitato il nostro Ministro degli Esteri a convocare l’Ambasciatore della Russia e quello degli USA per chiarimenti.

Magari la prossima mossa sarà quella di dichiarare guerra alla Russia e tentarne l’invasione dopo aver attraversato tutta l’Europa centrale, con le nostre Armate guidate da qualche renziano di ferro, promosso sul campo Generale…

Piuttosto, pensino a fare un attento esame delle vere ragioni di quella sonora sconfitta, dovuta probabilmente in parte ad un sentimento di rifiuto del fenomeno del renzismo, ma in gran parte scaturita dalla valutazione di una riforma scritta con i piedi, contraddittoria e pericolosa, secondo il giudizio di decine di insigni costituzionalisti: per quanto mi riguarda, votai per il no, e per quanto non apprezzi Renzi non ho certo votato per fargli un dispetto, ma solo dopo essermi peritato di leggere attentamente la nuova Costituzione, così come proposta dai suoi estensori, convincendomi fermamente che votare no era doveroso per  i suoi contenuti e per il suo impianto, soprattutto se correlato all’immondo Italicum , e non certo dopo aver sognato Putin!!!

“La situazione è tragica ma non seria”, diceva Ennio Flaiano, e questo aforisma rispecchia i nostri giorni, nei quali siamo costretti ad assistere a questi penosi siparietti d’avanspettacolo offertici da zelanti politici, ansiosi di compiacere il potente di turno, senza alcun senso della misura e della realtà.