Il Re è nudo

Oggi il Presidente della CONSOB, Giuseppe Vegas, ha deposto innanzi alla Commissione Parlamentare d’inchesta sulle Banche, e ha dichiarato di aver avuto ripetuti colloqui nel 2014 con l’allora Ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, aventi per argomento Banca Etruria.

Nel corso di tali incontri, il Ministro avrebbe espresso preoccupazioni circa l’ipotesi di incorporamento della Banca aretina nella Banca Popolare di Vicenza e, in un’altra occasione, la Boschi avrebbe affermato che il padre sarebbe a breve diventato Vice Presidente di Banca Etruria, come poi in effetti accadde di lì a poco.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/14/banche-vegas-ho-parlato-col-ministro-boschi-della-questione-etruria-era-preoccupata-per-le-nozze-con-vicenza/4038918/

E allora? Ebbene, la Boschi ha mentito al Parlamento: se finora era lecito dubitarne, le dichiarazioni di Vegas, e quanto pubblicato da Ferruccio de Bortoli nel suo libro sul colloquio con l’ex A.D. Unicredit Ghizzoni, fanno svanire la nebbia che ammantava la vicenda.

Troppe sono ormai le dichiarazioni che convergono tra di loro, perchè si possa ancora ragionevolmente argomentare su quanto accaduto, tentando improbabili difese d’ufficio: il 18 dicembre 2015 la Boschi affermò, davanti alla Camera dei Deputati, di non essersi mai interessata alle vicende di Banca Etruria (ne ho già parlato in un post qualche giorno fa https://onofriodicillo.com/2017/12/05/il-caso-boschi/), e lo ha ripetuto numerose volte.

Non era vero, ha mentito, e il fatto è gravissimo, chi è chiamato a gestire il Governo di un Paese ha il dovere della lealtà, della sincerità, non si può pensare di affidare le istituzioni democratiche a chi non si fa scrupolo di raccontare false verità e farla franca impunemente (vero, Sig. Renzi, a proposito della campagna sulle fake news?) .

Quindi, al di là delle speculazioni politiche alle quali certamente assisteremo nei prossimi giorni, visto che siamo ormai in piena campagna elettorale, e questo è un ghiotto argomento per i partiti avversi al PD,  dia immediatamente le dimissioni dal proprio incarico, perchè non si può fare finta di niente, faccia un gesto, pur colpevolmente tardivo, con il quale si restituisca dignità al Parlamento e a sè stessa.

Altrimenti, citi in giudizio anche Vegas, come ha fatto con de Bortoli, magari senza aspettare mesi e mesi, ma subito, tanto ormai la dichiarazione è resa: sempre in attesa del 20 dicembre, quando a deporre sarà chiamato Ghizzoni, e si chiarirà se a mentire, questa volta, sarà stata lei o de Bortoli nel suo libro.

E valuti anche, insieme con il partito nel quale milita, se è proprio il caso di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, invece di farlo in Campania, come sembra certo: se vale la tesi che il suo interessamento fu lecito, perchè un parlamentare deve interessarsi di quanto accade nel territorio di riferimento, allora perchè non candidarsi in Toscana, nel collegio di Arezzo, come sarebbe logico fare?

O la prossima volta si occuperà del Banco di Napoli?

 

 

 

Wind days

Wind days, giorni del vento.

Potrebbe sembrare qualcosa di bello, un giorno nel quale il vento prende a soffiare e gonfia le vele di belle barche che solcano le onde di un mare cristallino, nel quale quello stesso vento porta nell’aria il profumo di fiori appena sbocciati in un giorno di primavera, e altre immagini che raccontano di un ambiente bucolico e accogliente.

Ebbene, a Taranto non è così: wind days, in omaggio alla mania tutta italiana di usare espressioni di una lingua straniera per esprimere concetti facilmente esplicabili anche in italiano, in quella città significa ben altro, e assume connotazioni drammatiche.

Sta a indicare quei giorni nei quali il vento soffia forte da nord-ovest e porta con sè le polveri pericolose emesse dall’ILVA: e allora l’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente), con propria delibera,

http://www.arpa.puglia.it/web/guest/previsioni_wind_days

ne decreta la sussistenza e, in considerazione di ciò, il Comune di Taranto, al fine di proteggere la salute dei cittadini, chiude le scuole e raccomanda ai tarantini di tenere in casa i loro figli, ai quali viene così negato il diritto all’istruzione, garantito dalla nostra Costituzione, fino a prova contraria.

Guardate questo filmato mandato in onda da “Striscia la notizia”

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/taranto-il-vento-che-soffia-sull-ilva-porta-inquinanti-tutti-a-casa-per-il-wind-day_3103158-201702a.shtml

definisce con oggettività la situazione, rispetto alla quale non reggono discorsi sulla strategicità dello stabilimento tarantino, sulla necessità di garantirne l’operatività e altre dichiarazioni di questo tenore.

Tutto ciò è inaccettabile: si proceda alla bonifica del territorio senza frapporre ulteriori indugi, senza sconti a chi si propone di rilevare la fabbrica, e si smetta di giocare con la salute della gente, non è più una questione di politica industriale, ma di rispetto della dignità umana e della salute pubblica.

Calenda, Poletti e Lorenzin: sveglia e date un senso compiuto al vostro essere Ministri della Repubblica.