In vista delle elezioni

Come ogni domenica, anche ieri Eugenio Scalfari ha pubblicato sulla Repubblica il suo articolo, che io non manco mai di leggere, ritenendo sempre interessanti le tesi proposte dal grande giornalista, pur non condividendone sempre le posizioni.

Ieri, tra le altre cose, ha proposto la sua visione su quello che potrà accadere all’indomani delle prossime elezioni politiche, ormai indette per il 4 marzo e sul quadro complessivo che ne risulterà.

Scalfari, come ho già avuto modo di argomentare in un post precedente, per sua cultura e convinzione intellettuale, mostra spesso di non avere in grande considerazione il fatto che in democrazia lo strumento del voto debba sempre garantire il rispetto della sovranità popolare, come peraltro sancisce la nostra Costituzione vigente; preferisce la forma dell’oligarchia, affidando le decisioni a un più ristretto gruppo di individui, evidentemente in possesso, a suo parere, di adeguata preparazione e cultura.

Io la penso diversamente, e credo che, piaccia o no, la maggioranza abbia sempre ragione, e che “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme di governo sperimentate finora”, come ebbe a dire Winston Churchill, uno che non aveva paura di chiamare le cose della vita con il loro nome.

Questo preambolo per contestare quanto Scalfari affermava ieri, nel suo articolo; egli spera che, nel caso tutt’altro che improbabile che il post elezioni presenti un quadro di ingovernabilità, il Presidente Mattarella confermi nel suo incarico Gentiloni, lasciando così in carico l’attuale Governo con tutti i suoi Ministri, per tutto il tempo che sarà necessario, arrivando a sperare che questo interregno possa durare alcuni mesi e magari anche più di un anno.

Ebbene, secondo me non ci siamo, e vediamo perchè:

  • una volta celebrate le elezioni, e proclamati i risultati, si insedieranno le Camere e l’attuale Governo dovrà necessariamente rassegnare le dimissioni, non godendo più della fiducia che lo aveva tenuto in vita con il Parlamento precedente. Nel caso in cui la consistenza delle forze politiche uscite dalle urne dovesse essere significativamente diversa rispetto all’attuale (circostanza invero piuttosto probabile, almeno a guardare i sondaggi che circolano), chi voterà la fiducia ad un Governo sostenuto da forze rappresentanti la minoranza  del Paese? O il parere dell’elettorato non conta nulla (ed eccoci al dilemma tra oligarchia e democrazia)?
  • Scalfari afferma anche che l’attuale Governo è “di prim’ordine” (testuale), così come di prim’ordine sarebbero quasi tutti i Ministri che ne formano la compagine. Anche in questo caso esprimo le mie riserve: mi piace ricordare qualche nome, la mitica  Boschi per prima, poco avvezza alla sincerità e molto più a suo agio tra affari bancari e affini, la Lorenzin, eletta nelle liste di Forza Italia (centrodestra) ed ora folgorata dall’ideologia di sinistra (cosa non si fa per una poltrona), Poletti, ineffabile Ministro per il Lavoro ma più noto come micidiale gaffeur (disse che una partita a calcetto con le persone giuste è più utile che inviare curriculum, e non contento affermò pure che i ragazzi italiani che emigrano all’estero in cerca di lavoro era meglio perderli che trovarli), l’angelica Madia, esempio fulgido di inadeguatezza, nell’ordine veltroniana, bersaniana, lettiana e infine renziana (viva la coerenza), e autrice della riforma della Pubblica Amministrazione smontata pezzo per pezzo dalla Consulta (il Signore dà il pane a chi non ha i denti…), la Fedeli, Ministro per l’Istruzione che millanta titoli accademici che non ha mai conseguito senza sentire il bisogno di fare un doveroso passo indietro, e che fa strame della lingua italiana a ogni piè sospinto (in che mani abbiamo messo la scuola… da non crederci), Alfano, l’uomo senza qualità (mi perdoni Musil se adopero il titolo di un suo magnifico romanzo per definire l’uomo poltrona per eccellenza), la Pinotti, che ne sa di cose militari quanto io di criminologia forense, e l’elenco potrebbe continuare ma penso che basti così.

Se questi sono Ministri di prim’ordine, allora io non ho capito niente e vivo sulla Luna: certo ci sono anche le eccezioni, Calenda, ad esempio, al netto dell’atteggiamento assunto sulla vicenda ILVA, o Minniti, certamente ben più adeguato nel suo ruolo rispetto a chi lo ha preceduto, ma faccio fatica a scorgerne altri.

Quindi, per quanto mi riguarda e con buona pace di Scalfari, al quale va tutta la mia ammirazione ma sulle cui affermazioni sono in totale disaccordo, almeno in questo caso, vediamo cosa accadrà con le elezioni e rimettiamoci al giudizio del popolo, rispettandone le decisioni, e rispettando altresì la Costituzione, che qualcuno poco più di un anno fa ha cercato di demolire e che in cambio ha ricevuto uno schiaffone sonoro in pieno volto.

Se dopo le elezioni non sarà possibile formare un nuovo Governo, allora il Presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione, ci manderà nuovamente alle urne, come accade in tutte le democrazie compiute (e forse la nostra tutto sommato ancora non lo è…), e il Governo Gentiloni resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti, e nulla di più, questo vuol dire avere rispetto per la sovranità popolare, e nient’altro!

 

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