Sempre peggio…

 

Su alcuni giornali usciti oggi (alcuni, perchè altri hanno fatto lo gnorri…), è apparsa una notizia che, se troverà conferma, rischia di far diventare la faccenda Boschi-Banca Etruria una questione del tutto marginale.

Questi i fatti: nel gennaio 2015 la CONSOB, che per istituto vigila sulla Borsa, si accorge di strani movimenti sui titoli di talune banche popolari, tra le quali, manco a dirlo, Banca Etruria, le cui azioni improvvisamente salgono fino a toccare un aumento del 65%…

La cosa è strana, e la CONSOB chiede alla Guardia di Finanza di indagare sulla questione; le Fiamme Gialle acquisiscono direttamente dai broker tutti gli ordini di acquisto sospetti, e tra questi ve ne sono alcuni appartenenti all’ingegner De Benedetti, editore di numerosi giornali, tra i quali Repubblica, l’Espresso e ora anche la Stampa, in cordata con gli Elkann e Agnelli.

Costui, sempre a metà gennaio, telefona al suo broker di fiducia, tale Gianluca Bolengo, e gli conferisce mandato per acquisire titoli di alcune banche popolari, visto che Renzi (quello che dice di avere a cuore il destino dei risparmiatori…), nel corso di una conversazione telefonica, gli aveva annunciato l’imminente decreto del Governo sulla riforma delle popolari (“Passa, ho parlato con Renzi, passa…”, queste le sue parole): il provvedimento ne avrebbe trasformata la struttura, obbligandole a trasformarsi in SpA e quotarsi in Borsa, rendendole significativamente più appetibili sul mercato, moltiplicandone il valore.

La conversazione è contenuta nelle registrazioni telefoniche delle chiamate che gli intermediari finanziari devono conservare per legge, acquisite dalla Guardia di Finanza e in possesso della Procura di Roma.

Il broker compra immediatamente un bel pò di azioni, il 20 gennaio 2016 il Decreto viene approvato dal Consiglio dei Ministri (procedura impropria, perchè data la materia prassi vorrebbe che si procedesse a un disegno di legge, da proporre al Parlamento, come già accaduto in passato), e la finanziaria di De Benedetti, la ROMED, realizza una bella plusvalenza di 600 mila euro!!!

La CONSOB ipotizza quindi un Insider Trading, e trasmette gli atti alla Procura di Roma, intravedendo anche un’ipotesi di reato per la diffusione di informazioni privilegiate, ma non accade nulla, non si ravvisano fatti tali da produrre un’azione giudiziaria: Renzi e De Benedetti vengono sentiti per fornire la loro versione dei fatti, ma la cosa finisce lì.

Premesso che

  • la notizia è certa perchè CONSOB ha trasmesso alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla banche, che ha appena terminato la propria attività e sta redigendo le relazioni finali, gli atti contenenti la registrazione telefonica tra De Benedetti e il suo broker nella quale il primo dice al secondo di aver saputo da Renzi del Decreto
  • che se non lo avesse saputo da una così autorevole fonte non avrebbe ordinato al suo broker di comprare azioni delle banche popolari, al fine di realizzare una consistente plusvalenza, a meno che non glielo avesse suggerito in sogno la Madonna di Fatima

a me pare inaudito che un Presidente del Consiglio comunichi per telefono a un suo interlocutore, chiunque esso sia, e a maggior ragione se parliamo di un noto e facoltoso imprenditore, di un Decreto che il suo Governo sta per emettere, ponendolo quindi a conoscenza di informazioni che, per la loro intrinseca natura, devono assolutamente essere riservate per non turbare le libere e lecite dinamiche di mercato.

Chi è chiamato a guidare il Governo di una Nazione importante come è l’Italia, che giura sulla Costituzione di servire lo Stato nel solo interesse della cosa pubblica, di garantire l’imparzialità della Pubblica Amministrazione, non può assumere questo genere di comportamenti, e a poco serve la puerile giustificazione addotta questa mattina a Massimo Giannini il quale, in una sua trasmissione radiofonica, gli ha chiesto di commentare la notizia: Renzi gli ha risposto che era cosa risaputa che il Governo stesse lavorando alla riforma delle Popolari… non si rende conto lo “statista” che un conto è apprendere dell’iniziativa dalle agenzie di stampa, e altro è saperlo dalla viva voce del Capo del Governo e nella imminenza dell’approvazione? Ma davvero crede che portiamo tutti l’anello al naso, o è talmente convinto della propria onnipotenza da aver perso definitivamente il senso della misura?

E a costui dovremmo nuovamente affidare le sorti del prossimo Governo, dopo le elezioni del 4 di marzo? Assolutamente no, ci vuole ben altro per un Paese come il nostro, già in difficoltà proprio grazie a una classe politica che mostra, ad ogni piè sospinto, di avere a cuore solo la sua fortuna e quella dei suoi sodali.

Il senso dello Stato e delle istituzioni è del tutto assente nel DNA di Renzi e della corte di armigeri e ancelle obbedienti della quale si è circondato, e finchè il PD non se ne renderà conto la sinistra, che tanto ha fatto in passato per costruire una Nazione libera e democratica, sarà destinata a un destino opaco e fosco: e questo gli elettori che ancora ci credono non se lo meritano, a loro spetta di pieno diritto di poter di nuovo guardare a un partito che crede nei valori che sempre lo hanno caratterizzato, e lo dice uno che non lo ha votato mai, ma che crede fermanente che una sinistra moderna e illuminata serva all’Italia come non mai.

Quello che segue è un twitt di Marco Travaglio, attraverso il quale è possibile leggere l’articolo pubblicato stamani sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, che riporta con dovizia di particolari la vicenda.

 

 

 

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