Uno strano paese

Spelacchio, l’ormai celeberrimo albero di Natale di Piazza Venezia in Roma, triste e ormai prossimo a essere rimosso: da settimane la stampa gli dedica intere paginate, attribuendo al Sindaco Raggi la responsabilità di aver esposto un esemplare così brutto, a rappresentare le Festività nella Capitale d’Italia.

Ed è notizia di ieri che l’ANAC di Raffaele Cantone, l’Autorità che indaga sugli appalti della Pubblica Amministrazione per verificarne la correttezza, ha aperto un fascicolo su Spelacchio, per il fatto che con i quattrini spesi per acquisirlo se ne sarebbero potuti comprare due!!! Come se in Italia non vi fossero casi ben più eclatanti sui quali porre ben più che una lente d’ingrandimento.

I TG di ieri poi hanno dato ampio spazio alla notizia della condanna in secondo grado dell’ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino, per la faccenda degli scontrini che fu alla radice della sua destituzione dalla carica, aprendo di fatto la strada alla vittoria del M5S, che così conquistò il Campidoglio.

E sempre ieri sera, la trasmissione di LA7, Piazza Pulita, che reputo tra le più eque nel trattare argomenti di attualità politica, ha dedicato ampio spazio a una lunga intervista a Pierluigi Bersani, uno dei leader di Liberi e Uguali, nel corso della quale ci si è soffermati sulle possibilità di un’alleanza con il PD in vista delle regionali in Lombardia e Lazio.

Poi un’intervista alla candidata alla Presidenza della Regione Lazio del M5S, Roberta Lombardi, dopo di che il sonno mi ha vinto e, in preda alla disperazione, ho spento la TV.

Nulla, dico nulla, sulla clamorosa vicenda Renzi-De Benedetti, sull’insider trading grazie al quale l’Ingegnere ha tratto profitto per 600.000 €, in virtù della notizia di un Decreto del Governo che avrebbe trasformato le Banche Popolari in Società per Azioni.

E stamattina, la Repubblica, che in preda al masochismo che non mi abbandona nonostante tutto compro ogni giorno, dedica alla vicenda ben 23 righe in corpo otto, in un piccolo trafiletto per scorgere il quale bisogna arrivare a pagina 11, dopo aver letto nelle precedenti dieci pagine notizie sulle regionali, sulle liti Berlusconi-Salvini, sul patto Italia-Francia sui migranti e sulla condanna di Marino.

Ora, va bene che Spelacchio è francamente brutto, va bene che la condanna di Marino, sia pur in secondo grado, è notizia ghiotta, va bene che le elezioni politiche e regionali sono alle porte, va bene tutto, ed è senza dubbio giusto e corretto che un giornale, televisivo o cartaceo, decida liberamente a quali notizie dare più risalto e a quali no, poi è il lettore che decide se comprarlo o cambiare canale (e io sto seriamente meditando di non comprare più Repubblica, che seguo fin dalla sua prima uscita), ma esiste anche un’oggettività delle cose, e a mio sommesso parere, tra le sorti di Spelacchio e una notizia riservata data a un imprenditore, grazie alla quale costui trae un personale e proficuo profitto, mentre migliaia di risparmiatori truffati dalle Banche aspettano ancora di essere risarciti, nonostante le false promesse dei Governi che si sono succeduti, una stampa equilibrata e veramente libera e indipendente dovrebbe informare i suoi lettori sui comportamenti di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica, e dovrebbe farlo avendo ben chiaro in mente quali devono essere i comportamenti da tenere, per etica e responsabilità, invece di rifugiarsi in giustificazioni che rasentano spesso il ridicolo e offendono l’intelligenza di chi li ascolta.

E invece ieri, un giornalista solitamente chiaro e che non ha problemi a denunciare fatti meritevoli di essere narrati, Franco Bechis, commentando il comportamento di Renzi nella vicenda in questione, non ha trovato niente di meglio da dire, se non che il personaggio “non  è capace di tenersi un cecio in bocca…”!!!  Alla faccia della stampa libera, senza macchia e senza paura, e il merito della questione chi lo tratta, io o mia nonna buonanima?

E, per finire, oggi leggo che la Procura di Roma apre un fascicolo sulla fuga di notizie sulla telefonata tra De Benedetti e il suo broker, ipotizzando il reato di rivelazione di segreto d’ufficio: giusto, se il reato c’è si deve indagare, ma la richiesta di archiviazione per il certo reato di insider trading come si motiva?

De Benedetti ha beneficiato di informazioni riservate e le ha trasmesse al suo broker al fine di investire una cospicua cifra in azioni, traendone in poche ore un guadagno secco di 600 K€, sì o no? E allora come la mettiamo? Si indaga su chi diffonde la notizia e basta?

Nei Paesi occidentali veramente evoluti, e non nel nostro che probabilmente non lo è se non a parole, per reati di questo genere si finisce in galera, e il politico che non sa tenersi il cecio in bocca vede concludersi la propria carriera politica definitivamente e con ignominia, mentre da noi non solo tutto ciò non accade, ma addirittura la stampa “libera e indipendente” fa finta di niente, non parla del fatto, e se proprio deve farlo assume toni assolutori senza mai entrare nel merito, per non pestare i calli al presunto potente di turno.

Questo è uno strano Paese, nel quale si fa prima ad accusare la guardia che non il ladro: chi come me, per educazione familiare, per cultura e convinzioni derivanti dall’aver servito lo Stato per quarant’anni suonati, credendo negli ideali sui quali ha costruito la propria personalità, e che mi hanno sempre suggerito di assolvere gli incarichi che mi sono stati conferiti nel tempo senza coltivare interessi personali (mi turba intimamente dire questo di me stesso, sarebbe meglio se tali giudizi fossero espressi da altri, ma in certi momenti è necessario dire tutto ciò che si pensa), non può trovarsi a proprio agio in un sistema nel quale invece vi è chi interpreta il suo ruolo istituzionale con superficialità, con arroganza e senza rispetto delle istituzioni che avrebbe il compito di tutelare e difendere, con imparzialità e dignità.

Se questi criteri e questi concetti non si radicheranno definitivamente e tenacemente, non so quale futuro il tempo riserverà all’Italia, ma per quello che vedo e percepisco, la classe politica che si prepara alle prossime elezioni da queste orecchie è drammaticamente sorda, bada ai propri interessi e basta, non sono ottimista che le cose possano cambiare.

Che dire, così stanno le cose e non so francamente cosa si possa fare perchè cambino, è tutto molto triste…

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