L’aria che tira…

Anche questa mattina LA7 ha mandato in onda “L’aria che tira”, talk show condotto da Myrta Merlino. Gli ospiti nella prima parte della trasmissione erano i giornalisti Paolo Graldi e Claudio Velardi, e le due politiche Micaela Biancofiore, di Forza Italia, e Alessandra Moretti, del PD.

La prima ora di trasmissione è stata dedicata al commento delle dichiarazioni rilasciate ieri da Pierre Moscovici, Commissario UE, sulle paure che si nutrono in Europa in vista delle prossime elezioni politiche italiane, vista la fondata possibilità che non ne esca un chiaro risultato, e sul timore che provano all’estero nel caso vincano forze cosidette populiste e avverse all’Europa stessa.

Non mi dilungherò sul fatto che l’intervento di Moscovici è, a mio parere, improprio e improvvido, e sarebbe bene che questi personaggi lasciassero che il corpo elettorale di qualsiasi Stato fosse lasciato libero di esprimere il proprio orientamento politico secondo coscienza, senza interferenze non richieste e comunque sgradite, ma quel che è certo è che chi vota è senz’altro più intelligente di quanto immaginano i pseudo intellettuali e non si fanno influenzare da costoro.

Quello che mi ha letteralmente indignato stamani, guardando la trasmissione di LA7, è stato l’atteggiamento degli ospiti tutti, e della stessa conduttrice, che traendo spunto dalla questione Moscovici, hanno portato un attacco concentrico al M5S, cosa che in questi ultimi tempi va particolarmente di moda.

Intendiamoci, non sono un elettore del M5S, nè lo voterò  a marzo, e sono francamente atterrito dall’idea di vedere Di Maio a Palazzo Chigi: ma credo che una trasmissione che pretende di fare approfondimento politico debba assumere un atteggiamento equo, rappresentare i fatti con onestà intellettuale, e fornire informazioni basate su dati di fatto, grazie alle quali gli utenti dei mass media potrano formarsi opinioni convinte.

Invece stamattina sono state dette cose del tipo:

  • i 5 Stelle sono in gran parte degli sprovveduti, arrivati in Parlamento perchè non hanno mai lavorato in vita loro (cosa che Berlusconi ripete a ogni piè sospinto). Potrà anche essere vero, ma qualcuno dovrebbe ricordare agli ospiti della trasmissione di stamattina e alla sua ridanciana conduttrice che non è che negli altri partiti vi siano questi straordinari stakanovisti, con curriculum qualificanti e lunghi chilometri… un nome per tutti: il giovane Ministro Marianna Madia, la quale è stata eletta alla Camera nel 2008, praticamente subito dopo la laurea, e dopo essere stata veltroniana, bersaniana, lettiana e infine renziana (almeno per ora, in attesa della prossima giravolta), si è ritrovata catapultata sulla poltrona di Ministro e della quale è proverbiale l’inadeguatezza al ruolo, provata dal fatto che la riforma della Pubblica Amministrazione, che ne porta il nome, viene smontata dalla Corte Costituzionale ogni volta che ci mette le mani, tanto è scritta male. Quali sono le esperienze lavorative della Madia? Qualcuno è in grado di fornirmi informazioni in merito? E che dire della Lorenzin, altro esempio di trasformismo, passata in surplace da Forza Italia all’alleanza con il PD, in politica dal 1997, quando fu eletta nel Consiglio del XIII Municipio di Roma, e a da allora sempre in politica? Quando mai ha lavorato costei? E, dulcis in fundo, The king of the fake news, il mitico Matteo Renzi, eletto Presidente della Provincia di Firenze all’età di 29 anni, e che pare abbia lavorato per un breve periodo nell’azienda del padre, prima di darsi alla politica, ahinoi… anche lui un lavoratore indefesso, altro che quegli scioperati dei 5 Stelle!
  • è stato poi osservato che i 5 Stelle stanno rivedendo la regola che stabilisce per i loro eletti il limite dei due mandati, dopo di che si va a casa. A parte il fatto che la notizia non mi pare vera, o per lo meno non mi sembra di averla nè letta nè sentita, ma i protagonisti della trasmissione di stamani dovrebbero ricordare che vi sono personaggi quali la PD Finocchiaro, in Parlameno da 30 anni, Gasparri di Forza Italia, 25 anni, Minniti del PD, 16 anni, Pinotti del PD, 16 anni, La Russa di Fratelli d’Italia, 25 anni, Prestigiacomo di Forza Italia, 23 anni, Giachetti del PD, 16 anni, per finire con il record man Pier Ferdinando Casini, del quale non so citare il partito di appartenenza perchè forse non lo conosce nemmeno lui, che dopo una vita passata tra le fila del centro destra, si accinge ad accettare una candidatura offertagli dal rottamatore Renzi, dimentico del fatto che siede ininterrottamente in Parlamento dalla bellezza di quasi 35 anni!!! E questi pensano ai due mandati dei 5 Stelle, ci vuole una incredibile faccia di bronzo, è assurdo!
  • infine, da mesi la trasmissione (e a onor del vero è in buona compagnia, lo fanno quasi tutti i giornali e testate televisive) dedicano gran parte del loro tempo a raccontare le vicissitudini, giudiziarie e non, del Sindaco di Roma Virginia Raggi, la quale da parte sua certo non fa mancare argomenti per alimentare questa moda. E’ notizia di ieri che il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rischia di essere rinviato a giudizio per il reato di abuso d’ufficio, secondo la richiesta di due sostituti della Procura di Milano, dopo essere già a processo per falso materiale e ideologico nel quadro di un’altra inchiesta a suo carico. Ebbene, pensate che durante la trasmissione se ne sia fatto cenno? Ci mancherebbe altro, niente, silenzio assordante, informazione assolutamente ignorata, argomento degno di essere trattato è Spelacchio, il famigerato albero di Natale della Raggi.

Un quadro desolante, che pone in evidenza il fatto che nel nostro Paese vi è un atteggiamento secondo il quale è possibile dire qualsiasi cosa, tanto chi guarda la Tv o legge i giornali beve tutto, senza approfondire e bevendo bovinanamente tutto quello che gli si propina: beh, non è esattamente così, la gente ha capacità di giudicare le corbellerie che questi personaggi sparano senza pudore…

Lo ribadisco, non simpatizzo per il M5S e certamente non lo voterò, però sono convinto del fatto che chi fa informazione deve rispettare la verità, e non lasciarsi andare alla partigianeria, peraltro mascherata da perbenismo e falsa moralità.

E se questo atteggiamento è in parte tollerabile se assunto dai politici, i quali in campagna elettorale naturalmente accusano i rispettivi avversari di ogni nefandezza, secondo uno scontato gioco delle parti, non è assolutamente accettabile se a farsene protagonisti sono giornalisti i quali invece, per il loro ruolo di opinion makers, devono rispettare il codice deontologico e mettere da parte simpatie o, peggio, asservimenti al potente di turno, altrimenti cambino mestiere, non ne sentiremo la mancanza, per niente…

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