La pluralità dell’informazione

Da stamattina si assiste a una vera e propria processione di esponenti del PD, su tutte o quasi le emittenti televisive nazionali, private e pubbliche.

Non prima di ricordare che oggi si vota per le regionali in Friuli Venezia Giulia, e che criteri di pari opportunità suggerirebbero un atteggiamento equanime, nei confronti delle liste elettorali che prendono parte a tale competizione, per quanto io non creda che gli elettori si facciano influenzare da questa o quella intervista, trovo francamente insopportabile che, facendo zapping tra un canale e l’altro, non si possa che assistere al giornalista di turno che, invariabilmente, chiede al rappresentante del PD quali saranno i destini del mondo e dell’umanità tutta.

Come chi ha la pazienza di leggere quanto scrivo su questo blog sa, sono fermamente convinto che un partito che rappresenti efficacemente i valori della sinistra, l’eguaglianza, i diritti delle minoranze, le necessità di quello che una volta si definiva il proletariato, sia assolutamente necessario, come altrettanto lo sarebbe una destra sociale, conservatrice e certamente democratica, al fine di dare un senso compiuto e moderno a un sistema politico che, mai come di questi tempi, appare confuso e contraddittorio.

Ciò nondimeno, occorre fare i conti con la realtà, che vede oggi uno scenario nel quale il PD, che di quella sinistra è stato il più importante portabandiera, è ridotto ai minimi termini come conseguenza di una politica a mio avviso dissennata, che lo ha progressivamente allontanato da quelle classi sociali delle quali ha via via disconosciuto le necessità e le istanze, e da quel popolo che non vi si riconosce più, come i recenti catastrofici e ripetuti risultati elettorali hanno dimostrato.

Ma gli organi d’informazione non se ne danno per intesi, e, come accennavo poco fa, oggi le TV e i giornali sono desolatamente invasi da esponenti del succitato partito.

Abbiate pazienza e perdonate la pignoleria, ma ecco l’elenco, probabilmente non esaustivo, ma che dà il segno di quella occupazione pseudo-militare:

  • prima mattina, su LA7, a Omnibus è ospite l’ineffabile Ministro Valeria Fedeli, quella sul cui effettivo titolo di studio stiamo ancora aspettando lumi, che discute del fenomeno del bullismo nelle scuole. Giova ricordare, per inciso, l’iniziativa che sta interessando i docenti delle scuole elementari, ai quali si sta chiedendo il possesso della laurea per continuare a esercitare la propria professione, pena il licenziamento, anche per gli insegnati già immessi in ruolo, da parte di un Ministero retto da una persona che non ha ancora sentito la necessità di chiarire di quale titolo di studio possa fregiarsi: inutile direr che ragioni di mera opportunità suggerirebbero un comportamento ben diverso…
  • su Repubblica, solito editoriale della domenica di Eugenio Scalfari, talmente e perdutamente innamorato dell’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, del quale racconta puntualmente le gesta e i miracoli compiuti dal suo Governo (Italia fanalino di coda in Europa per la crescita, disoccupazione giovanile che ci pone al desolante primo posto in Europa, aumento della precarietà del lavoro nonostante il salvifico jobs act, eredità lasciata al prossimo esecutivo di un buco valutabile in una trentina di miliardi di € tra clausole di salvaguardia, rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione la cui copertura non è garantita per i prossimi esercizi finanziari, manovra correttiva già segnalata dall’UE, legge elettorale ignobile approvata ponendo per ben otto volte la questione di fiducia, tanto per richiamare i più mirabolanti risultati), da suggerirne la prorogatio almeno fino al 2019, in barba a quanto decretato nelle urne dagli elettori! Ma si sa, il leggendario giornalista non ama la democrazia, preferisce i sistemi oligarchici, nei quali pochi appartenenti a non meglio specificate elite decidono per tutti… peccato che la nostra Costituzione vigente sancisca cose diverse, magari una ripassatina non guasterebbe
  • ora di pranzo, LA7, Minoli nella sua trasmissione “Faccia a faccia”, intervista Francesco Boccia, esponente della minoranza PD, sull’opportunità di un Governo con il M5S
  • dopo pranzo, su RAI3, trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più”, inizia la processione: si parte dall’intervista al Ministro Carlo Calenda, noto rivoluzionario in maglione di cachemire, il quale sproloquia affermando prima che in caso di un  Governo PD-M5S strapperebbe la tessera del partito, per poi auspicare un Governo di respiro istituzionale al quale dovrebbero contribuire tutti, M5S compreso!!! Un’analisi assolutamente lucida, profonda e coerente, non  c’è che dire. Senza alcun riguardo per la salute dei malcapitati telespettatori, la conduttrice congeda il Che Guevara “de noantri”, e inizia ad intervistare quelli che essa stessa, presentandoli, definisce tre renziani, Claudio Velardi, giornalista vicino da sempre al PD,  Elisabetta Gualmini, vice Presidente della Regione Emilia Romagna, e tale Giuliano da Empoli, Presidente del think tank Volta ed editorialista del Messaggero, in collegamento da Parigi, un altro intellettuale radical chic. E giù a chiedere lumi su cosa il PD debba fare, quali iniziative debba prendere per salvare il Paese dai barbari che hanno vinto le elezioni: e in risposta a tali quesiti, ho trovato particolarmente urtante l’atteggiamento del da Empoli il quale, con un atteggiamento spocchioso e supponente davvero intollerabile e insopportabile, ha affermato che gli elettori non hanno capito nulla e che con il loro voto hanno dimostrato di preferire forze politiche populiste, sovraniste e irresponsabili al PD, vessillifero di competenza (Fedeli, Madia, Poletti, Lorenzin, Alfano, etc. etc. docet…) e responsabilità. Per finire con una delirante considerazione di Velardi, che afferma che il 4 marzo non ci sono stati nè vincitori nè vinti, perchè con un sistema elettorale proporzionale le due categorie non esistono! Quindi il PD, passato dal 25% del 2013 (Segretario Bersani) al 18 % del 2018 (Segretario Renzi), dopo aver perso referendum costituzionale, amministrative, comunali, regionali e via così, dovrebbe rivendicare con orgoglio il risultato elettorale testè conseguito, senza contare che domani, allo spoglio dei voti in Friuli Venezia Giulia, Regione nella quale esprime il Presidente uscente (la Serracchiani) rischia di prendere l’ennesima batosta… contenti loro…
  • e stasera ci sarà il botto finale, quando su RAI1, da Fabio Fazio, il feroce “giornalista”, talmente accomodante che al suo confronto Bruno Vespa è la reincarnazione di Gengis Khan, si esibirà in uno dei suoi ormai proverbiali monologhi il redivivo Matteo Renzi, the King of the fake news, il quale all’indomani del 4 marzo aveva annunciato le dimissioni dalla carica di Segretario del partito, salvo poi continuare a menare il can per l’aia, come è suo costume da che è sulla scena, e aveva anche affermato che per almeno due anni avrebbe taciuto, ma il personaggio è questo, è patologicamente incapace di rispettare gli impegni assunti e la parola data. E quindi tutti a pendere dalle sue labbra, per sapere cosa sarà del nostro futuro, affidato ancora una volta a questo leggendario statista, uomo fermo e e leale, che ha una sola parola, che fa quel che dice e dice quel che fa: io mi risparmierò il supplizio, non ho intenzione di sprecare il mio tempo per ascoltare le farneticazioni del personaggio in questione, leggerò un buon libro e domani comprerò un quotidiano, come faccio ogni giorno, e mi abbevererò alla fonte della sapienza e della virtù del Senatore toscano, conscio che basterà leggerne le dichiarazioni e pensare che poi farà l’esatto contrario.

Ora, è vero che il PD governa questo Paese ininterrottamemente dal 2011, va bene anche che alle recenti elezioni ha pagato dazio proprio per aver gestito la cosa pubblica tanto a lungo, ma i tempi cambiano, e oggi lo scenario politico è totalmente diverso dal passato, sono emerse nuove realtà sulle quali ogni opinione è naturalmente legittima, ed è oggettivo che il PD non ha più un ruolo centrale, come dicono i numeri, che lo pongono irrimediabilmente in una posizione subalterna.

E di questa circostanza gli organi d’informazione devono tenere conto, l’82% dei votanti si sono espressi in maniera contraria al PD, e hanno tutto il diritto di ascoltare anche li rappresentanti dei partiti in favore dei quali hanno espresso la propria preferenza, invece che rischiare di finire in overdose, per via dell’accerchiamento ai quali oggi sono stati sottoposti.

Nè si può ragionevolmente affermare che la classe dirigente del PD abbia analizzato con chiarezza le ragioni del progressivo e irrefrenabile allontanamento di gran parte del suo elettorato (quasi sette milioni di voti in meno rispetto alle europee del 2014), limitandosi a ripetere il mantra della cattiva comunicazione, del fatto che i votanti “non hanno capito”, che se al referendum avesse vinto il sì ora avremmo un Governo (mentendo ancora una volta, dato che l’orrendo Italicum è stato bocciato dalla Corte Costituzionale e non dal referendum), e ripetendo fino allo sfinimento gli straordinari risultati raggiunti dai Governi che ha gestito finora, piuttosto che accogliere e valorizzare le istanze della gente, e badare magari un pò meno alle banche e ai cosiddetti poteri forti, ai quali invece ha rivolto ogni sua attenzione.

Se la nostra classe politica fosse composta da gente responsabile, e qui non mi riferisco solo al PD ma a tutte le compagini, nessuan esclusa,  varerebbero un Governo di scopo, al quale affidare pochi e specifici compiti nell’interesse del Paese, ovvero la manovra finanziaria, per scongiurare la minaccia delle clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’IVA, con i conseguenti effetti devastanti per l’economia e per le tasche degli italiani, e una nuova legge elettorale equa ed efficace, che tenga in debito conto le reiterate indicazioni della Corte Costituzionale, per poter andare a nuove elezioni nel più breve tempo possibile e avere finalmente un Governo nella pienezza delle proprie funzioni e, quel che più conta, rigorosamente rispettoso di ciò che il corpo elettorale esprime nelle urne, attraverso il processo democratico delle libere elezioni.

Con buona pace dei soloni alla Scalfari, altro che prorogatio di governi che non rappresentano l’autentico volere del popolo sovrano!

P.S.: il tormento non è ancora finito, questa sera da Giletti su LA7, tra gli altri ospiti, c’è Alessia Morani, naturalmente del PD, non c’è scampo, avete presente Blob, il fluido che uccide…?