Fate presto!

Ricordate il 2011? L’Italia fu investita da una terribile bufera finanziaria, e fu alle prese con una crisi provocata dai mercati che assalirono il debito sovrano, portando in poche settimane lo spread a livelli insostenibili, fino a provocare una situazione di emergenza economica che costrinse l’allora Governo Berlusconi a prendere una serie di provvedimenti, che tuttavia non riuscirono a raffreddare l’aria.

Il Sole24ore, il più autorevole quotidiano economico Italiano, che da giorni esaminava con attenzione la situazione in atto, il 10 novembre 2011 uscì con un titolo cubitale che fece storia: “FATE PRESTO”, lanciando un appello alle istituzioni per salvare l’Italia dalla crisi di fiducia che aveva fatto impennare lo spread BTp/Bund fino a 575 punti.

Come finì la storia è noto: il Governo Berlusconi rassegnò le dimissioni, l’allora Presidente Della Repubblica Napolitano affidò a Mario Monti l’incarico di formare un nuovo Governo (ricordo che solo poche settimane prima Monti fu nominato Senatore a vita, chissà se per caso o per preveggenza…): nacque così un Governo tecnico le cui gesta sono note a tutti.

Ebbene, il preambolo mi è servito per effettuare un parallelo con la situazione di questi giorni, che ci vede alle prese con la tragedia provocata dalla pandemia del Coronavirus in atto, alla quale si sta sommando un più che prevedibile danno economico le cui conseguenze rischiano di essere devastanti.

E probabilmente, mai come in questo momento, quel titolo così lapidario e definitivo diventa assolutamente attuale, perché se fu adeguato nel 2011, lo sarebbe mille volte di più oggi, alla luce dei fatti.

La curva dei contagi di questa seconda fase della pandemia cresce con preoccupante progressione ormai esponenziale, in Italia come nel resto del mondo, e le iniziative che si stanno mettendo in atto sembrano non essere in grado di contenerne l’espansione, almeno finora.

Solo ieri, nel nostro Paese si sono registrati più di 21.000 casi di contagio (pur con tutti i distinguo tra positivi sintomatici, asintomatici e così via), e le strutture ospedaliere, prese d’assalto dall’onda mostrano preoccupanti segnali di stress.

Di fronte a una situazione oggettivamente grave, e con ogni probabilità destinata a protrarsi ancora a lungo nel tempo, sarebbe necessaria una doverosa presa di coscienza da parte di chi ha responsabilità di Governo e di gestione, perché ogni giorno che passa lo stato delle cose si aggrava sempre di più.

Non tornerò su un argomento già trattato, quello delle manchevolezze accumulate nei mesi trascorsi tra la fine del primo periodo di chiusura e il presentarsi della seconda ondata, ma è indubbio che lo spettacolo al quale stiamo assistendo in questi giorni difficili è tutt’altro che edificante.

La maggioranza che appoggia il Governo (e che non è tale nel Paese, giova ricordarlo) è lacerata, spaccata, e non trova assonanza completa su nulla: l’ultimo esempio è l’ultimo DPCM, appena firmato ed emanato, e già pesantemente contestato non già solo dall’opposizione, il che sarebbe certamente normale e fisiologico, ma da Italia Viva, partito che ha più parlamentari che elettori: quello che è strano è che prima si approvano i provvedimenti in Consiglio dei Ministri, poi si dice che non vanno bene… partiti di lotta e di governo, un film già visto.

Intanto, nelle piazze monta la protesta: in numerose città la gente scende in piazza, le categorie più colpite dai recenti provvedimenti sono in preda a una comprensibile disperazione, vedono seriamente compromesso il loro futuro.

E attenzione a pensare che questi moti siano gestiti da intelligenze occulte, il cui fine è quello di sfruttare la situazione in atto al fine di sovvertire l’ordine democratico: ci sono certamente infiltrazioni da parte di gruppi politicizzati, di destra ma anche di sinistra, con buona pace dei Gad Lerner e dei Gianrico Carofiglio, democratici a senso unico, affetti da strabismo che li costringe a guardare sempre e solo da una parte.

Quando un essere umano teme per il futuro suo e per quello dei suoi figli, ai quali teme di dover negare la possibilità di vivere una vita dignitosa, teme di non poter mettere insieme il pranzo con la cena, e come se ciò non bastasse si sente esortare a tenere comportamenti responsabili, a seguire le norme, a dare segno di ragionevolezza, da parte di chi, assopito sulle poltrone del potere, non ha compiuto il proprio dovere istituzionale, mancando alle promesse fatte e agli impegni assunti, è del tutto comprensibile che possa perdere la pazienza, e le conseguenze non possono che essere drammatiche.

Ricordo che siamo in stato di emergenza dal 31 gennaio u.s., che lo saremo ancora per lungo tempo, che il Governo va avanti a forza di DPCM, esautorando di fatto il Parlamento delle sue funzioni, con il risultato che, dopo aver millantato il virtuale modello Italia, ora siamo nel pieno della tempesta e abbiamo ragione di dubitare delle qualità del timoniere: ma nessuno paga per le sue negligenze.

In un momento di grave emergenza, se è oggettivo che chi doveva operare con efficacia non lo ha fatto, pur avendone avuto il tempo, l’autorità e le risorse, costui va rimosso, e non mi riferisco solo al Commissario straordinario Arcuri, la cui sola capacità che gli si può ragionevolmente riconoscere è quella di addossare responsabilità ad altri, ma anche più in alto.

L’ho già scritto, ma il sillogismo è calzante: dopo la disfatta di Caporetto, il Re destituì il Generale Cadorna, colpevole della sconfitta, e lo sostituì con Armando Diaz, che portò il nostro Esercito al trionfo di Vittorio Veneto, che di fatto pose fine alla 1^ Guerra Mondiale.

Allora, essendo palese agli occhi di chi vuol vede che questo Governo non è adeguato per gestire una situazione estremamente drammatica, complessa, che richiede competenza e professionalità certe e che è francamente difficile ritrovare nell’attuale esecutivo, a mio avviso il Presidente della Repubblica deve intervenire, nell’ambito delle sue prerogative, e chiedere al Governo di prendere atto della realtà, assumendosi la responsabilità di quanto accade, il che gli farebbe onore.

E’ auspicabile la collaborazione fattiva di tutte le parti in causa, maggioranza, opposizione, corpi intermedi, ma con disponibilità vera, responsabile, scevra da interessi di bottega: sono sempre stato contrario a soluzioni che non siano figlie dell’espressione della volontà popolare, ma nei momenti di emergenza sono necessari interventi emergenziali, e credo sia necessario un nuovo Governo, presieduto da una personalità di ben altro spessore rispetto al tremulo e vanaglorioso Conte, e al quale partecipino tutte le forze presenti in Parlamento, sulla base di un progetto comune e condiviso il cui solo obiettivo sia quello di uscire dal tunnel, per poi ridare la parola agli elettori.

Basta con le conferenze stampa, con le promesse inevase, con le colpevoli dichiarazioni senza senso (il vaccino anti Covid disponibile a dicembre…), la pazienza della gente è al limite di guardia, le manifestazioni di protesta si susseguono, e se Dio non voglia dovesse scapparci l’evento drammatico, cosa potrà accadere in quelle piazze?

E allora, FATE PRESTO, prima che sia troppo tardi, a scherzare con il fuoco, c’è il rischio di bruciarsi…