Il gioco dell’oca

E’ trascorso un anno da quando l’incubo della pandemia da COVID è iniziato: sembra essere passato un secolo, nella nostra mente sono ancora impresse le immagini degli ospedali affollati dai malati affetti da questa nuova pestilenza, dei medici e infermieri inermi che affrontavano le tremende difficoltà senza disporre dei necessari dispositivi di protezione, restando così drammaticamente esposti al contagio, con il risultato che la malattia ha mietuto centinaia di vittime proprio tra coloro i quali avrebbero dovuto contrastarla, fino a quei devastanti reportage dalla Lombardia che mostravano i camion dell’Esercito che trasportavano fuori dai confini regionali i cadaveri delle vittime del virus, stante l’impossibilità di assicurare loro una degna sepoltura nei luoghi d’origine.

Inutile tornare sulla ricerca delle responsabilità per quanto avvenne in quei giorni e in quelle settimane terribili, ci sarà il tempo per farlo, e ora è meglio lasciare che le indagini in corso da parte della Magistratura facciano il loro corso: certo, l’auspicio è che se dovessero emergere precise e provate responsabilità, chi le aveva in carico venga chiamato a risponderne di fronte alla legge, quel che è accaduto è troppo grave perché passi in cavalleria, per il rispetto che si deve a chi ha perso la vita e per chi ha comunque pagato un pesante tributo all’emergenza.

Poi arrivò l’estate, tutti pensammo che il peggio fosse passato, e la voglia di tornare a una vita quasi normale ci indusse ad assumere atteggiamenti meno rigidi, più rilassati, e anche il Governo dell’epoca probabilmente pensò di aver superato il momento di massima emergenza: tutto sembrò andare per il meglio, ma in autunno le cose sono cambiate, la curva dei contagi riprese a salire, lentamente ma inesorabilmente, e dopo qualche settimana il fatto di essere ormai piombati nuovamente nell’incubo, attraverso una seconda ondata del contagio, prese consistenza e si manifestò in tutta la sua drammaticità, presentando il conto con numeri impressionanti, in termini di nuovi ammalati e soprattutto di vittime, richiamandoci a una nuova drammatica contingenza.

E se per la prima ondata poteva sicuramente reggere l’alibi dell’impreparazione causata dalla novità assoluta di una pandemia avente per agente un virus nuovo, sconosciuto, per il quale non vi erano protocolli di cura sicuri e sperimentati, e che aveva colto di sorpresa il mondo intero, in questa fase tutto ciò non valeva più: che una seconda ondata sarebbe arrivata era cosa di pubblico dominio, a decine scienziati e virologi ne paventavano l’incombenza, e i provvedimenti che sarebbe stato necessario adottare con tempestività erano chiari, definiti, programmati e i relativi fondi individuati e allocati.

Ciò nondimeno, una impressionante serie di omissioni, superficialità, rinvii, indecisioni e financo decisioni che spesso sono apparse astruse, improbabili, prive di senso e tardive si sono materializzate, con il risultato dell’aver prodotto una situazione di fatto ingestibile e sfuggita di mano.

Fino ad arrivare a un cambio della compagine di Governo, attraverso una crisi causata da avversità emerse nell’ambito della maggioranza che sosteneva il Governo Conte2, e che dopo un tentativo di tenere in piedi un esecutivo che ne confermasse l’assetto, ha finito per vedere l’avvento di Mario Draghi nella veste di Presidente del Consiglio e una maggioranza anomala, della quale fanno parte di fatto tutti i partiti presenti in Parlamento, con la sola eccezione di Fratelli d’Italia e di Nicola Fratoianni, esponente di Sinistra e Libertà.

Questo Governo di salvezza nazionale, come qualcuno lo ha definito, si è assunto il compito di gestire questa delicatissima fase, dando un deciso impulso in particolare a due attività determinanti: la campagna vaccinale e la gestione dei fondi che arriveranno a fronte del progetto New Generation UE.

Il nuovo Governo ha già assunto delle iniziative significative: il cambio del Commissario straordinario per l’emergenza COVID, rimuovendo il precedente, Domenico Arcuri, sostituito dal Generale Francesco Figliuolo, Comandante Logistico dell’Esercito, la nomina di Fabrizio Curcio a Capo della Protezione Civile, sono segnali di un cambiamento di rotta nella gestione dell’emergenza che probabilmente porterà a risultati migliori, rispetto a quelli conseguiti finora.

Ma questo auspicio non deve portarci a trascurare quello che è sotto gli occhi di tutti: la gestione della pandemia messa in atto dal precedente Governo è stata oggettivamente fallimentare.

Ieri abbiamo conseguito un altro drammatico e negativissimo risultato: il numero dei decessi per COVID ha superato la cifra di 100.000, limite che al di là della sua intrinseca drammaticità colpisce anche dal punto di vista psicologico ed emotivo, e fa dell’Italia uno dei Paesi peggiori al mondo in questa triste classifica, come testimoniano i dati forniti quotidianamente da prestigiosi Istituti di ricerca e di studio.

Coronavirus Update (Live): 117,784,274 Cases and 2,613,060 Deaths from COVID-19 Virus Pandemic – Worldometer (worldometers.info)

Altro che modello Italia, la verità è quella che il prof. Luca Ricolfi ha dettagliatamente descritto nel suo libro “La notte delle ninfee”, il cui sottotitolo “Come si malgoverna un’epidemia” svela, con la forza dei numeri oggettivi e asettici, quali e quanti errori di valutazione e con quale carenza di analisi la pandemia è stata affrontata.

E a ciò si aggiunga il marasma in atto per la somministrazione dei vaccini, la cui mancanza di dosi in numero sufficiente è da imputare alla dabbenaggine, a esser buoni, con la quale l’UE ha affrontato la gestione contrattuale per l’acquisizione degli stessi con le multinazionali che li producono, e alla mancata definizione di un piano vaccinale di massa nazionale: ad oggi nessuno di noi è in grado di sapere quando sarà vaccinato, in quale struttura, con quale dei prodotti finora approvati, e il traguardo posto dal Ministro Speranza (peraltro inspiegabilmente confermato nell’incarico, nonostante i pessimi risultati conseguiti), ovvero una prima dose somministrata a tutti gli italiani che lo vorranno entro la prossima estate, appare illusorio e velleitario.

Coronavirus Pandemic (COVID-19) – Statistics and Research – Our World in Data

Speriamo che la nuova struttura segni un deciso cambio di passo: intanto sembra di assistere a una tragica riedizione del gioco dell’oca, e ci troviamo a esserci ripresentati alla casella di partenza sulla quale eravamo posti un anno fa, senza che tutto ciò che è stato fatto abbia sortito i risultati attesi.

Ma non è un gioco: da un anno abbiamo rinunciato a tante nostre fondamentali libertà costituzionali, abbiamo seguito le indicazioni del Governo, abbiamo cambiato le nostre abitudini, i nostri comportamenti sociali, il nostro stesso modo di vivere, e lo abbiamo fatto perché non c’era altra scelta se non quella di adottare tutti i comportamenti in grado di assicurare a noi stessi e ai nostri cari la protezione rispetto al contagio.

Proprio per questo chi ci governa deve rimboccarsi le maniche e operare con coscienza, rapidità, decisione, senza speculazioni e tentennamenti che hanno caratterizzato l’attività di chi lo ha fatto fino a poche settimane fa.

Verrà il tempo dei processi, della ricerca delle responsabilità, delle eventuali colpe: ora il solo nostro obiettivo deve essere quello di venire fuori da questo incubo, è la sola cosa che conta.

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